«Sono in ritardo», disse Severino senza guardarmi, e quella frase mi gelò più del vento di Foggia alle sei di sera. Ero appena scesa dall’autobus con la borsa vuota, i quattrocento euro spariti di…
Mi sono scesa dall’autobus alla periferia di Foggia alle 18:15. Il vento mi scompigliava i capelli e il cielo sopra la zona industriale era grigio, come se qualcuno lo avesse strizzato e dimenticato ad asciugare. Allungai la mano verso la borsa per controllare il portafoglio. Vuoto, ovviamente. I quattrocento euro che avevo messo da parte … Read more